Un mutuo, per il conto corrente, è una rata che esce ogni mese. Per il bilancio è tutt'altra cosa: una parte di quella rata non è un costo — è la restituzione di un debito — e solo la parte di interessi passa dal conto economico. Confondere le due cose gonfia i costi e falsa il risultato.
Il modulo Finanziamenti & Leasing tiene questa distinzione al posto tuo, rata per rata.
Il quadro: cosa vedi appena entri
Le quattro schede in alto rispondono alle domande di sintesi — quanti contratti sono attivi, quanto debito resta, quanti interessi pesano sull'anno, quanti canoni di leasing — e ciascuna porta scritta la voce di bilancio in cui finisce: il debito in SP D.4, gli interessi in C.17 fuori EBITDA, i canoni in B.8 dentro EBITDA. Non devi ricordartelo tu.
Il piano di ammortamento, rata per rata
Ogni rata è scomposta in quota capitale (che riduce il debito), quota interessi (che è il costo vero) e debito residuo. Nel piano alla francese la rata resta costante ma la composizione cambia: all'inizio si pagano soprattutto interessi, verso la fine soprattutto capitale. Le rate già scadute si spuntano come pagate e il debito residuo si aggiorna.
I totali in fondo chiudono il cerchio: totale capitale del piano, totale interessi che finiranno in C.17, interessi di competenza dell'anno corrente e canoni leasing deducibili dell'anno.
Il piano non è una scatola chiusa: ogni cella è modificabile, perché i contratti veri hanno prime rate pro-rata, maxi-canoni iniziali e rate step-up. Se preferisci ricostruirlo dal tasso, il pulsante lo rigenera.
Mutuo o leasing: la classificazione che cambia il bilancio
Qui si decide come il contratto entra in contabilità. Con il metodo patrimoniale, che è quello previsto dai principi contabili italiani (OIC) e che usano quasi tutte le PMI, il bene in leasing non finisce tra le immobilizzazioni: si registrano i canoni come costo in B.8. Con il metodo finanziario, di derivazione internazionale, il bene si iscrive all'attivo e si ammortizza.
Poi c'è la deducibilità, che raramente è del 100%: l'auto a uso promiscuo si ferma al 20% e ha anche un tetto di costo fiscalmente riconosciuto. Impostarla qui significa che il bilancio userà la quota giusta senza che tu debba ricordartene ogni volta.
Dove finiscono i numeri
Gli interessi compaiono in C.17, sotto la differenza tra valore e costi della produzione: è la ragione per cui non peggiorano l'EBITDA. L'EBITDA misura quanto rende l'attività, indipendentemente da come l'hai finanziata; il costo del debito viene dopo. I canoni di leasing patrimoniale, invece, stanno in B.8 e quindi dentro l'EBITDA, perché sono un costo operativo a tutti gli effetti.
La quota capitale non compare da nessuna parte nel conto economico: riduce il debito in SP D.4. È il motivo per cui un'azienda può avere un utile onesto e la cassa in sofferenza — sta rimborsando capitale, che l'utile non vede.
Caricare il contratto invece di digitarlo
Il piano di ammortamento si può inserire a mano, ma il modo rapido è caricare il PDF del contratto o del piano: l'assistente AI legge le rate e compila la tabella, lasciando a te la revisione. È l'unica parte che consuma crediti; il calcolo e la classificazione no.
Domande frequenti
Devo registrare anche i finanziamenti già in corso da anni? Conviene: senza, il bilancio non vede né gli interessi né il debito residuo, e gli indici di indebitamento risultano migliori del vero.
Il modulo paga le rate? No, non muove denaro. Registra il piano e riconcilia le rate con i movimenti quando le segni come pagate.
Cosa succede se estinguo in anticipo? Il contratto si segna come estinto con la data: le rate future escono dal calcolo e il debito residuo va a zero.
I finanziamenti entrano nel business plan? Sì. Le quote capitale dei contratti attivi vengono considerate nelle proiezioni di cassa, così il piano non ignora i debiti che stai già pagando.
